Al tempo dei romani conosciuta come Isola Plumbaria, l’antica Sulci era un punto di snodo dei traffici marittimi per il commercio dei minerali della regione del Sulcis Iglesiente. Sant’Antioco oggi è una meta sempre più ricercata nei trend turistici sardi, ma il suo territorio è uno scrigno ancora tutto da scoprire.

Pochi sanno che l’Isola, facente parte dell’arcipelago sulcitano, è la quarta isola più grande d’Italia, dopo Sicilia, Sardegna e l’Isola d’Elba. Amministrativamente è suddivisa in due comuni, Sant’Antioco, che le dà il nome, e Calasetta, di cui vi parleremo meglio in futuro.

Ma adesso vi facciamo scoprire quelle che secondo noi sono le 5 cose da non perdere in questa bella isoletta (e dintorni)!

1. Scovare le acque termali nella Spiaggia di Maladroxia

Se consideriamo le spiagge di Calasetta, quelle non sempre presenti della costa Sud, e quelle poco battute della parte est, nell’Isola di Sant’Antioco si possono contare circa 18 spiagge, alcune lagunari, altre rocciose, e altre ancora sabbiose. Ma non abbiamo dubbi invece su quale sia la più nota: la bella spiaggia di Maladroxia, che si affaccia su una baia protetta dai venti predominanti. Considerando la ventosità della zona, già dall’antichità era un approdo sicuro in caso di tempeste. Il nome deriverebbe dal termine fenicio Malat Rosh, ovvero rifugio del capo.

Un’altra caratteristica per la quale questa zona era conosciuta, sono sicuramente le acque termali che oggi fuoriescono nei pressi della battigia. Vi capiterà se sosterete in questa spiaggia, vedere delle persone che scavano nella sabbia, alla ricerca del punto più caldo o delle bollicine che escono dal fondale (potremmo anche essere noi in una delle nostre escursioni in kayak). Basterà infatti scavare per qualche centimetro per far fuoriuscire l’acqua termale, proveniente dalle colline che si trovano all’interno dell’isola. Da non perdere, anche il bel nuraghe di s’Ega ‘e Marteddu, che domina il colle sovrastante la spiaggia e la borgata marittima di Maladroxia.

Tour Escursioni Guidate Sant'Antioco

2. Scoprire l’area della Salina

Quando si arriva a Sant’Antioco, dalla strada statale 126, l’attenzione è tutta per la cittadina che si specchia nella laguna, creando un paesaggio da cartolina. Pochi però rivolgono le proprie attenzioni alla parte opposta. Prima di superare il ponte di accesso all’Isola, esiste infatti un mondo fantastico, fatto di stagni che ospitano una miriade di uccelli, dal Cavaliere d’Italia al Martin Pescatore, passando per il raro Pollo Sultano ed il notissimo ed elegantissimo Fenicottero Rosa. Sebbene l’ambiente sia di fatto modificato dall’uomo, la natura è comunque eccezionale.

A seconda delle ore del giorno, gli stagni dalle acque basse e ricche di sale, assumono colori che vanno dal rosso intenso al rosa pastello. Nelle giornate senza vento poi, i bacini salanti fungono da specchi, rendendo lo spettacolo indimenticabile. Chiudono il cerchio le “montagne di sale“, cumuli di candido sale bianco, che si stagliano sul piatto orizzonte della zona e rendono il tutto ancora più irreale. Vi ricordiamo che comunque l’area è a gestione privata, per cui se voleste accedere da soli, sarebbe bene chiedere informazioni a riguardo. Noi vi consigliamo la visita all’alba o al tramonto, quando le luci rendono la visita ancora più magica.

Sant'Antioco: 5 esperienze da fare all'aria aperta

3. Esplorare le meraviglie archeologiche nascoste

Sant’Antioco, terra antica, terra di siti archeologici affascinanti e misteriosi. Tra le decine di fantastici luoghi, noi ci sentiamo di consigliarne tre in particolare.
Il primo ha una storia davvero lunga, ed è stato utilizzato fino a qualche decennio fa. Il Villaggio Ipogeo si trova nella parte più antica dell’abitato urbano di Sant’Antioco. Si tratta di antiche tombe puniche che in epoca medievale furono riadattate a case private, e furono utili tra le altre cose a nascondersi dalle razzie piratesche. Oggi, solo alcune delle abitazioni che fino a non troppo tempo fa erano la residenza di alcuni abitanti del paese sono aperte al pubblico, ma la visita merita davvero la pena per comprendere l’anima del paese.

Il secondo sito che consigliamo di visitare è il complesso nuragico di Grutti ‘e acqua, situato tra la piana di Canai e Porto Sciusciau. È un luogo magico. Il sito comprende un nuraghe, un pozzo sacro e un misterioso laghetto nuragico! Da non perdere, specialmente in primavera, quando il terreno non diventa troppo acquitrinoso!
Il terzo sito invece, sebbene non sia all’interno dell’Isola, fa parte del comune di Sant’Antioco. Posto su quelli che originariamente erano degli isolotti che si trovavano tra l’Isola e la Sardegna, oggi è comodamente visitabile poiché a pochi metri dalla S.S 126. Parliamo dei due Menhir di Su Para e Sa Mongia, uno splendido esempio delle testimonianze che ci hanno lasciato le antiche popolazioni che frequentavano la zona. Se avrete modo di fare il tour in e-bike delle saline insieme a noi, scoprirete la curiosa leggenda legata al monumento preistorico.

Sant'Antioco: 5 esperienze da fare all'aria aperta

4. Fare il bagno nelle acque trasparenti di Turri

La parte sud ovest dell’Isola è certamente la più selvaggia. Dall’alto del Faro Semaforico, si scorge la vista mozzafiato degli isolotti della Vacca, del Vitello e del Toro che sono parte dell’arcipelago sulcitano. Quest’ultimo poi rappresenta il punto più meridionale della Sardegna, a soli 150 km dall’isolotto africano de la Galite, e a 190 km dalle coste della Tunisia. Tutto intorno, una profumatissima macchia mediterranea si apre ad aspre calette che si affacciano su un mare dal blu cangiante.

Da questa zona possono partire dei bei trekking, o percorsi in mtb per angoli nascosti dell’isola, come la Grotta delle Sirene, Grutti Acqua o il Faro Semaforico stesso. La perla della costa sud però è senz’altro la spiaggia di Turri, talvolta ricoperta da candida sabbia, talvolta composta da ciottoli. Qui il mare è meraviglioso. Ha un colore turchese che invita a tuffarsi e ad ammirare i fondali vulcanici dell’isola. Per chi volesse ammirare il panorama dall’alto, consigliamo di visitare la Torre Canai, di origine spagnola.

Sant'Antioco: 5 esperienze da fare all'aria aperta

5. Tuffarsi dalle scogliere della costa ovest di Sant’Antioco

Battuta dal maestrale, il vento predominante, la costa ovest si presenta quasi insormontabile, con le sue imponenti scogliere basaltiche. Questi spettacolari bastioni rocciosi sono intervallati solo da due calette di sabbia, la bellissima rìa di Cala Lunga, una sorta di fiordo dove il mare occupa la precedente vallata fluviale, e la suggestiva Cala Sapone, piccola baia riparata dove un tempo sorgeva una tonnara. L’orine del nome è incerta. Alcuni ne danno un’origine fenicia, che deriverebbe da Baal Zephon/Safon, una divinità semitica della tempesta, generatrice dei venti, altri l’associano invece ad alcune caratteristiche del sito. Si dice che il mare infatti, battendo sulle rocce (colate grigie di cenere vulcanica solidificata), innescherebbe una reazione chimica che creerebbe una sorta di schiuma, da cui il nome.

Tra queste due spiagge, troviamo tante altre cale, stavolta rocciose, molto ambite dagli abitanti locali, dove poter prendere il sole o fare incredibili tuffi nell’azzurro del mare. La più frequentata e spaziosa è Cala della Signora, mentre i più impavidi preferiscono Cala Grotta, chiamata anche Cala Tuffi (se vi capiterà di andarci d’estate, capirete il perché). Oltre ai tuffi (ce ne sono per ogni livello di difficoltà), in questo mare dal colore verde brillante, vi consigliamo di usare maschera e boccaglio. Sono infatti un vero paradiso per gli amanti dello snorkeling.

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Se vi capiterà di fare una di queste avventure nell’Isola Sulcitana, fateci sapere qual è stata la vostra preferita!

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